SAN GIACOMO E IL "CAMMINO DE SANTIAGO" (Wikipedia)

Il sepolcro del Santo venne rinvenuto nel IX secolo grazie ad una stella alta sul campo: il "Campus Stellae", che divenne l'attuale santuario di Santiago de Compostella.

Nel XII secolo iniziano i pellegrinaggi da tutta Europa, pure da Genova, dove il culto di San Giacomo è testimoniato dall'esistenza di molte Chiese intitolate al Santo.

Nel 1167 suor Bellenda, madre badessa del monastero di S. Tommaso di Genova, fonda una chiesa a Pontedecimo intitolata a San Giacomo Maggiore, proprio dove sorge l'attuale. Si costruì pure un "Ospedale sede di tappa sul "Cammino de Santiago da Genova verso la Galizia.

Atti notarili del XVI secolo inoltre ci danno notizia della fondazione dell'Oratorio di San Giacomo, i cui confratelli, durante le due terribili pestilenze del 1528 e 1657, si prodigavano nell'assistenza ai malati e nel loro ricovero al Lazzaretto, che sorgeva "nell'isola", oltre il Polcevera (rione che ancor oggi individuiamo con questo toponimo).

Nel 1713 l'Oratorio entrò nell'orbita della Pia Istituzione della Morte e Orazione, com'è tutt'oggi.

 

LA CHIESA DI SAN GIACOMO MAGGIORE

Dalla sua fondazione nel lontano 1167 ad opera del Monastero di San Tommaso, essa rimase di proprietà dello stesso. Ma finalmente nel 1739 i Massari lodevolmente l'affrancano dal Monastero, e diventa così completamente autonoma, se pur non ancora Parrocchia.

Poco dopo, il 1753 viene trasformata in parrocchia. Si perde quindi ogni traccia della preziosa Chiesa romanica primitiva.

Nel 1763 lo scultore Pasquale Bocciardo realizza l'altare della chiesa poi ristrutturato in maniera massiccia.

E' opportuno per inciso rammentare che Pontedecimo nasce, decade, rifiorisce con lo sviluppo delle vie di comunicazione che l'attraversano, poiché la sua vocazione è essere centro di sosta; il suo nome latino -Pons ad decimum (lapidem ab urbe Genova)- ne è chiara indicazione, perché proprio nei pressi dei ponti sorgevano i borghi di tappa.

Ebbene, alla fine del XVIII secolo inizia una grande epoca di miglioramento delle vie di comunicazioine in Valpolcevera, le cui tappe salienti sono:

1775: l'importante famiglia Cambiaso, che aveva vasti possedimenti nella valle, costruisce l'ampia strada che da Sampierdarena conduce a Pontedecimo, tuttora l'asse viario principale della Valpolcevera, per il passaggio della strada venne demolito l'Ospedale che evidentemente sorgeva ad oriente della Chiesa; e che sarà ricostruito grazie al risarcimento corrisposto dai marchesi Cambiaso.

1777: la strada si allaccia con quella della Bocchetta,

1821: viene costruita la strada che attraverso il passo dei Giovi raggiunge la Valle Scrivia:è la strada Regia Torino - Genova,  ed è la prima volta nella storia che una grande via di comunicazione privilegia i Giovi alla Bocchetta per valicare l'Appennino.

1853: viene fondato il comune di Pontedecimo

1854: è completata la ferrovia Torino - Genova, che dota Pontedecimo di scalo sia passeggeri che merci, importantissimo perché situato ai piedi della ripida salita che conduce alla  galleria di valico. Come conseguenza, Pontedecimo si amplia notevolmente, si industrializza, e guadagna quindi l'affrancamento dalla soggezione sia amministrativa sia religiosa da S.Cipriano.

1857: il 7 Agosto finalmente la Chiesa di S. Giacomo diventa Parrocchia per decreto dell'Arcivescovo Andrea Chavaz.
Nello stesso anno viene costruito l'attuale campanile, segno tangibile della nuova dignità parrocchiale

1872: la Chiesa viene ricostruita nella sua ampiezza attuale. Si ha notizia che Via al Municipio sia stata costruita solo nel 1876; fino ad allora quindi Chiesa ed Oratorio erano confinanti.

La Parrocchia assume nuova importanza nel 1884 quando diventa Arcipretura, e nel 1896 assurgendo al ruolo di Vicariato Foraneo.

IL NOVECENTO

1957:
viene celebrato solennemente il Centenario della Parrocchia: le funzioni religiose culminano con l'orazione del Cardinal Siri, nostro Arcivescovo. Quale segno tangibile dell'evento, si impreziosisce la Chiesa con una importante facciata in travertino.

1960: il campanile è dotato di otto nuove campane in sostituzione delle vecchie, una delle quali era stata danneggiata da una fucilata durante la guerra. Così il concerto campanario viene arricchito nel numero e nella qualità, essendo stato anche automatizzato.

2007: ed ora la storia sfocia... nell'immediato futuro.

Anche nel centocinquantesimo avremo un simbolo tangibile importante: l'acquisto di una Casa alpina a Pianetto in Val Soana, quale sede per la Colonia Montana Estiva della nostra Parrocchia, che esiste dal 1950 su idea di Don Alessio Cabona al quale sarà intitolata la casa.