Bere il calice con Cristo

Missionario instancabile

E qui si situa la più famosa fra le tradizioni non bibliche sull’apostolo Giacomo. Paolo, nella sua Lettera ai Romani, aveva rivelato ai suoi destinatari un sogno che coltivava da tempo nel cuore: raggiungere la Spagna, considerata la punta estrema dell’occidente, la terra oltre la quale (almeno all’epoca degli apostoli si credeva ciò) non vi era che il nulla. Voleva evangelizzare la Provincia Ispanica, la terra degli Iberi. E allora sì che il Vangelo sarebbe giunto fino agli estremi confini della terra. Questo il suo sogno che, secondo il racconto dei Padri apostolici, uno su tutti papa Clemente I ( 88-97 d.C.), terzo successore dell’apostolo Pietro, egli riuscì a concretizzare. Ma una tradizione celeberrima, che in seguito darà vita alla grande epoca dei pellegrinaggi a Santiago de Compostela, ci rivela che l’apostolo Giacomo l’aveva anticipato già molti anni prima. Impossibile? No di certo. Gesù aveva ordinato ai Dodici di battezzare tutte le genti e di portare la sua salvezza ai popoli più lontani. Vi sono tradizioni – ritenute da molti storiche – che vedono gli apostoli nei luoghi più disparati del globo: Tommaso e Bartolomeo in India, Matteo in Etiopia, Giuda Taddeo in Persia. E Giacomo nella lontana Spagna. E’ storicamente attestato che navi mercantili provenienti dalla Galizia, provincia romana nella zona nord-occidentale della Spagna, svolgessero un’intensa attività commerciale di minerali, come lo stagno e l’oro, con la ricca Alessandria d’ Egitto, con città palestinesi come Cesarea Marittima e con i celebri empori orientali. Che fosse su una di queste navi che Giacomo raggiunse la Spagna? Non è certo, ma possibile. Secondo la tradizione, sua prima tappa furono le regioni meridionali della penisola iberica, precisamente l’Andalusia, dove si trovavano le celebri “ colonne d’Ercole “. Oltre esse il grande oceano. Da lì Giacomo diede inizio alla sua intensa attività evangelizzatrice che lo condurrà fino in Portogallo a Coimbra ( in quel tempo denominata dai romani “ Aeminium “) e nella Galizia, a nord della penisola, la cosiddetta “ Finisterre “, letteralmente la “ fine della terra “. Il Breviarium Apostolorum ( VI-VII sec.) e Beda il Venerabile, grande padre della Chiesa del VII-VIII sec. Sono i primi a testimoniarci questa sua evangelizzazione delle provincie romane in Hispania. Ancora oggi, come ricordato, nel XVI sec. Nell’opera il Viaggio Santo di Ambrosio de Morales, viè una memoria di San Giacomo a “ O Santiaguino do Monte” dove, secondo la tradizione, l’apostolo si ritirava in preghiera e celebrava l’Eucaristia. I frutti della sua evangelizzazione però risultarono poco fruttuosi e l’apostolo fu costretto a ritornare sui suoi passi. Non era ancora il momento dei trionfi: questa era l’ora del calice. Come la sofferenza di Gesù aveva redento il mondo così quella degli apostoli avrebbe dato fede e fecondità alle nuove comunità. Sulla via del ritorno, nella cosiddetta “ Hispania Tarraconensis”, mentre pregava angosciato dall’insuccesso sulle rive del fiume Ebro ricevette la visita della Madre di ogni consolazione, come ci narrano una millenaria tradizione e le visioni di celebri mistiche come Anna Catherine Emmerich e Maria d’Agreda. Maria era ancora viva, probabilmente a Efeso presso la casa di Giovanni o a Gerusalemme, e sosteneva, con la sua intercessione materna, i Dodici per le strade del mondo. Ora appariva all’afflitto Giacomo in Spagna. Questo fenomeno non deve risultarci assurdo: sono tanti i casi di presenza simultanea in luoghi diversi nella vita dei santi ( pensiamo a San Francesco o a San Pio da Pietrelcina ). Ora Gesù non avrebbe dovuto concedere questa grazia a sua Madre? La Vergine apparve all’apostolo su di un “ Pilar “, una colonna romana attorno alla quale in seguito sorse un santuario, il grande Santuario di Nuestra Senora del Pilar, secondo alcuni il più antico dell’intera cristianità.
Lasciamo che sia la venerabile suor Maria d’Agreda, mistica spagnola del 1600, a narrarci l’accaduto, riportato nel suo La Mistica città di Dio:” Giacomo era fuori della città, vicino al muro presso la riva del fiume Ebro, e per mettersi in orazione si era discostato un po’ dai suoi discepoli. Qualcuno di essi dormiva, qualcun altro pregava come il suo maestro, ma nessuno si aspettava la novità che stava sopravvenendo. Videro una luce sfolgorante, come se fosse stato mezzogiorno, benché essa fosse solo in un certo spazio a forma di grossa sfera, non dappertutto. Assorti in questa meraviglia e in questo gaudio, stettero immobili finchè l’Apostolo non li chiamò. Attraverso simili effetti, furono preparati ad essere attenti al sublime mistero che sarebbe stato rivelato loro(…). La Madre stava sulla nuvola, circondata da vari cori, ciascuno dei quali aveva mirabile bellezza, anche se ella superava tutti in tutto. Da lì si manifestò al fortunato Apostolo, che prostratosi la riverì intensamente, osservando pure quello che veniva trasportato. Ella, per conto di Gesù, gli parlò: Figlio mio, ministro dell’Altissimo, siate benedetto dalla sua destra; egli vi regga e vi palesi l’allegrezza del suo volto. Tutti gli angeli esclamarono: Amen. Proseguì: L’eccelso Re ha prescelto questo posto affinchè in esso gli innalziate un tempio, dove sotto il titolo del mio nome il suo sia magnificato e dove i suoi tesori siano comunicati con abbondanza; egli darà libero corso alle sue antiche misericordie a vantaggio dei credenti e questi per mezzo della mia intercessione le otterranno, se le domanderanno con autentica confidenza e pia devozione. Da parte sua prometto loro enormi favori e la mia protezione, perché questa deve essere mia abitazione e mia eredità. In testimonianza di ciò, questo pilastro con sopra la mia immagine resterà qui e durerà con la santa fede sino alla fine dei tempi. Darete senza indugio inizio ai lavori e dopo avergli reso tale servizio, partirete per Gerusalemme. Questa fu la felice origine del Santuario di Nuestra Senora del Pilar, cioè del pilastro, in Saragozza, che a ragione si dice camera angelica, dimora dell’Unigenito e della sua castissima genitrice, degna della venerazione di tutti e garanzia certa e ferma dei benefici che i nostri peccati non giungeranno a demeritare. Il nostro Apostolo la ringraziò e la supplicò didifendere in modo speciale la Spagna, e soprattutto quel luogo a lei consacrato. Ella si impegnò riguardo a tutto e, impartitagli di nuovo la sua benedizione, fu riportata al cenacolo nella medesima maniera”. Rinfrancato nell’animo Giacomo si preparava così al ritorno a casa per affrontare, dopo persecuzioni, sofferenze e delusioni, l’ultima sfida nel suo cammino apostolico.