L’impossibile si realizza

E’ finita! Addio sogni e addio speranze, Gesù è in una tomba, la realtà è triste ma immutabile. Agli occhi dell’uomo. Tre giorni dopo quel terribile venerdì, le donne si recano alla tomba del Rabbi, alle prime luci dell’alba, per ungerne il corpo sepolto in tutta fretta a causa del riposo sabbatico. Salome, madre di Giacomo e Giovanni, è con loro come tre giorni prima lo fu ai piedi della croce. Gli apostoli invece continuano a nascondersi nel cenacolo per paura dei Giudei; questi ultimi, non ancora soddisfatti, vogliono che il nome di Gesù e il suo messaggio scomodo svaniscano per sempre. Per realizzare ciò devono eliminare gli undici testimoni della sua missione. Maria di Magdala, una delle discepole, torna al cenacolo correndo: la tomba è vuota e il corpo di Gesù è scomparso. Pietro e Giovanni corrono a vedere e difatti trovano tutto come ha detto lei… ma le sorprese sono appena cominciate. Salome e le altre donne raggiungono gli apostoli: hanno trovato al sepolcro due angeli in bianche vesti, i quali hanno detto: “ Perché cercate tra i morti Colui che è vivo. Gesù non è qui! E’ risorto come aveva detto”. Possibile! Storielle di donne! Anche la Maddalena, colma di entusiasmo, annuncia di aver visto il Maestro in persona, vivo e vegeto, ma nessuno vuole crederle. A sera due discepoli, di ritorno in tutta fretta da Emmaus, affermano agli Undici di aver incontrato il Signore lungo la via e di averlo riconosciuto, a cena, nello spezzare il pane. I dubbi aumentano e l’impossibile si realizza: Gesù appare improvvisamente agli apostoli nella gloria della risurrezione dando a suoi l’augurio:” Pace a voi “. Ecco il senso del calice! Ecco ciò a cui porta la sua bevanda! Il Calvario è passaggio per una luce più splendente del Tabor, la sofferenza ha assunto un senso adesso, la croce ha condotto alla vita, il dolore alla gioia. Ciò che Egli ha annunciato nel commiato si è compiuto: come la donna gravida dimentica le doglie stringendo al seno il suo piccolo, così ora la gioia che essi provano ha fatto loro dimenticare le tribolazioni passate, anzi si può anche gioire di esse poiché hanno condotto ad un simile trionfo. Giacomo è nel cenacolo quella sera gloriosa e così anche otto giorni dopo, quando il Maestro dona speranza all’apostolo Tommaso, unico assente al primo incontro con il Risorto. Tornato in Galilea assiste all’apparizione del Signore sul lago di Tiberiade; è con i suoi compagni sulla barca quando sirealizza una nuova pesca miracolosa; è presente alla nuova e solenne investitura di Simon Pietro, a cui Gesù affida il compito di suo vicario, pastore del gregge degli eletti. Per quaranta giorni il Maestro resta con i suoi discepoli, in Galilea e, infine, a Gerusalemme, dove ascende al cielo preannunciando la discesa dello Spirito di fuoco che sarà loro maestro, guida, luce. La loro vita è cambiata adesso, con gioia attendono questo straordinario incontro, passano le giornate in preghiera al Tempio o nel cenacolo, con le discepole e con Maria, la Madre di Gesù che, con la sua presenza, testimonia il coraggio di chi ha saputo bere, come il Maestro, fino all’ultima stilla dal calice della Passione. In attesa del Paraclito imparino da Lei: la sua materna compagnia li farà crescere nella fede, li renderà degni di ricevere, come Lei a Nazareth il giorno dell’Annunciazione, lo Spirito che rende feconda anche la terra più arida. Il giorno di Pentecoste ecco il Paraclito scendere sui Dodici come vento impetuoso. Pietro esce fuori dal cenacolo e grida al mondo intero: “ Gesù è davvero risorto! “. Comincia la missione della Chiesa.