La conquista definitiva

Il Maestro entra in sinagoga, i quattro pescatori lo seguono e qui, per la prima volta, lo sentono predicare. Il suo insegnamento non è come quello degli scribi e dei farisei, il suo messaggio è nuovo, le sue parole sconvolgenti, riempie il cuore, illumina la mente nel senso delle Scritture, sembra che Dio stia commentando la Legge e i Profeti. I discepoli s’immergono in quelle parole, la realtà assume un senso nuovo e l’Eterno non sembra più così lontano. Egli è davvero il Messia, l’Emmanuele, il “ Dio con noi “?Troppo presto per dirlo. Gesù esce dalla sinagoga, è forestiero, chiede ospitalità a Simone e Andrea che raggianti lo conducono in casa; Giacomo e Giovanni li seguono. Il Maestro entra, la suocera di Simone è a letto, arde per la febbre, si teme il peggio. Forse Gesù può fare qualcosa per lei? Dicono che guarisca gli infermi e risani i lebbrosi; in sinagoga, poco prima, ha scacciato il demonio da un uomo che ne era tormentato. Gesù siede accanto all’inferma e la invita a rialzarsi. Ha udito le loro preghiere. Sotto gli occhi sbalorditi dei familiari, l’anziana donna si alza e colma di gratitudine, con tante nuove energie si dà subito da fare perché non manchi nulla all’insigne ospite. Giacomo e Giovanni tornano a casa commentando entusiasti la giornata trascorsa, sprizzano di gioia, provano una felicità straordinaria; essere chiamati discepoli da quello che potrebbe essere il Messia? Che onore! Che grazia! Tornano a pescare, ormai Gesù è di casa a Cafarnao, usa le loro barche per predicare alle folle che, giorno dopo giorno, si fanno sempre più numerose. E dalla riva del lago il Rabbi predica con tanto ardore: la gente lo segue, ha sete delle sue parole. I pescatori sono stati al largo tutta la notte ma non hanno preso nulla. Quando Gesù ha concluso il sermone invita Simone a tornare a pescare. Questi all’inizio sembra un po’ recalcitrante: è inutile, a che serve, a quell’ora poi…”Ma sulla tua parola getterò le reti”. La barca di Simone si muove, Giacomo e Giovanni li seguono più lontani. Probabilmente anche loro l’avranno creduta una stravaganza. Vengono gettate le reti e all’improvviso esse si riempiono di pesci, stanno per spezzarsi. Viene chiesto aiuto a Giacomo e Giovanni che li raggiungono con le loro barche: il carico è così pesante che per poco non affondano. Un miracolo! Si sono tanto preoccupati per le necessità materiali…Gesù con quel prodigio sembra dir loro: “Voi vi preoccupate di tante cose: non temete, provvedo a tutto io!”. Simone cade ai suoi piedi chiedendo perdono per la sua incredulità, anche Giacomo e Giovanni sono meravigliati e sconvolti. Gesù sorride loro. “Seguitemi “ ripete: li renderà pescatori di uomini, maneggeranno altre reti, navigheranno su altri mari, condurranno altre barche, pescheranno altri pesci. La vecchia vita è passata: con Gesù tutto cambia. Il passato è passato, comincia un nuovo presente. Simone e Andrea hanno deciso. Hanno deciso anche Giacomo e Giovanni: lasciano le reti, lasciano le case e le sicurezze. Gesù si muove e loro lo seguono, abbandonandosi al disegno misterioso e salvifico del Padreal suo fianco appaiano Mosè ed Elia, simboli dell’ antica alleanza – la Legge e i Profeti – che si china ai piedi della Parola eterna, del Figlio, Primogenito del popolo della nuova alleanza: Una nube li avvolge e i tre odono la voce del Padre:” Questi è il Figlio mio prediletto, ascoltatelo”. Rialzati gli occhi non trovano che Gesù solo, il Gesù che hanno sempre visto, bello come sempre ma senza quella luce divina che lo rendeva straordinario. Il Signore ha voluto fare un grande dono ai tre prediletti: li ha resi testimoni di un episodio unico e incredibile, ha voluto che questi tre rozzi pescatori di Cafarnao vedessero ciò che solo oltre la morte, e solo chi avrà la possibilità di raggiungere il Regno celeste, potrà sperimentare. Hanno udito la voce del Padre, sono stati immersi nella soprannaturale nube, un’esperienza cui solo loro avranno la grazia di assistere. Perché? Perché ha chi molto è stato dato tanto sarà richiesto. Ma questo lo capiremo in seguito. Quel che è importante far notare è il posto privilegiato di questi tre apostoli nella cerchia dei Dodici; Gesù sceglie questi tre compagni perché siano testimoni di esperienze uniche. Chiederà ancora la loro compagnia, ma saranno davvero pronti quando dovranno stare al fianco del Maestro non dinanzi a morti che resuscitano o a nubi di luce divina, non quando tutto è gloria e approvazione?... Rimarranno davvero fedeli quando l’Uomo che hanno visto nella gloria del Padre apparirà loro sfigurato e pallido, chiedendo conforto nell’ora della prova? Saranno in grado di resistere all’ora delle tenebre?E un’altra volta, mentre sono in viaggio, Gesù invita il trio dei prediletti a salire con Lui su un alto monte( secondo la tradizione il Tabor ) per pregare. Giunto lassù con gli apostoli, mentre è immerso in preghiera, in unione mistica con il Padre, il suo volto diviene luminoso come il sole e la sua veste bianca come la neve: si mostra loro nella gloria della sua divinità, è bellissimo e maestoso;