La chiamata

L’ apostolo che incontreremo, Giacomo detto il Maggiore, è originario di Betsaida ( dall’ ebraico Beth-Tsaida, cioè “ casa della pesca “), in terra di Galilea, in prossimità del lago di Tiberiade, ma lavora nella vicina Cafarnao ( dall’ebraico Kefar Nahum, cioè “ villaggio di Nahum “), paese di pescatori e mercanti, con una postazione militare romana, una dogana e una grande sinagoga, i cui resti sono ancora oggi visibili. Giacomo è figlio di Zebedeo , pescatore abbastanza facoltoso ( ha garzoni al suo servizio ) e di Maria Salome, futura discepola di Gesù, ricordata nei testi evangelici per un particolare episodio che la vede protagonista e di cui parleremo in seguito; sarà alla sequela del Maestro nei suoi pellegrinaggi per la Galilea, presente con le altre donne ai piedi della croce, una delle prime testimoni della risurrezione. Giacomo ha un fratello, Giovanni, secondo la tradizione il più giovane fra i dodici, pescatore come lui e futuro autore del quarto Vangelo. Possiede una barca tutta sua ( segno per l’epoca di agiatezza ) e forma con i due pescatori Simone di Giona e Andrea, nativi anch’essi di Betsaida, una sorta di piccola società commerciale. Dunque barche, reti, pesce, questo il mondo di Giacomo e dei suoi, il piccolo lago, la sua graziosa Cafarnao, i monti e il cielo, null’altro….Chi mai potrà smuoverlo dal suo posto: questa è la sua vita, modesta e tranquilla; cresciuto in riva al lago invecchierà e morirà lì, carico d’anni, alla brezza primaverile, con il vociare dei pescatori nelle orecchie. Non può certo immaginare che di lì a poco la sua vita sarà stravolta. Tutto ha inizio nel giorno in cui Andrea e Giovanni, ormai lontani da tempo, tornano colmi di gioia da Simone gridandogli entusiasti: “ abbiamo trovato il Messia!” Il Messia? E’ un’eternità che Israele attende il glorioso Liberatore e adesso che Egli è giunto dovrebbe mostrarsi a due pescatori come loro? Pazzesco! Il Messia apparirà senza dubbio a Gerusalemme, sul pinnacolo del Tempio, non in Galilea, ritenuta terra di pagani, feccia d’Israele! Simone l’ha incontrato, il suo sguardo l’ha molto turbato ma non s’è sentito pronto a seguirlo, è tornato indietro e senza dubbio ne avrà discusso con Giacomo. La sorpresa aumenta: Andrea e Giovanni tornano intanto a Cafarnao, alle loro reti colmi di gioia per quell’incontro che ha cambiato le loro vite. L’interesse di Giacomo per quell’Uomo di cui parlano, aumenta giornodopo giorno e solo l’incontro diretto con Lui riuscirà a colmarlo. Si trovano in barca con il padre e i garzoni, Simone e Andrea vengono loro incontro. Non sono soli, il Messia di cui tanto hanno sentito parlare li precede. Giovanni gli corre incontro. Non dice nulla, li guarda e in quegli occhi c’è tutto. Apre la bocca e dice: ”Seguitemi!”. E’ il crollo… Staccarsi da quelle barche e da quelle reti? Dice sul serio? Giacomo non riesce a opporre un rifiuto, quello sguardo sprigiona una potenza e una bellezza che solo il Messia può avere. E’ incantato da quegli occhi, lascia il padre con i garzoni sulla barca e insieme a Simone, Andrea e al fratello Giovanni si mette alla sequela del Nazzareno. Da quel giorno in poi la vita passata, il lago e le barche perderanno senso: una forza ben maggiore l’ha attratto, il resto perde fascino, non vale più nulla ai suoi occhi. Lascia le candele perché ha scorto la luce del sole. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa.