PREGHIERA PER I CADUTI

Signore Iddio, principe di pace, la cui potenza e gloria rifulgono nella mirabile armonia del creato e la cui misericordia e amore riempiono i cuori degli uomini di buona volontà, noi ti preghiamo di accogliere nella tua luce le anime di tutti i caduti e di concedere con- forto ai loro cari. Fa’, o Signore, che chi si accinge a pregare per loro senta la grandezza del loro sacrificio e il dovere della cristiana pietà: fa che il sublime olocausto della loro vita sia monito a tutti perché sappiano conservare i doni della libertà e della pace che essi ci hanno dato e perché, operando in concorde unità di pensiero e volontà, si sforzino di avanzare per le vie del bene in questa terra da te benedetta e fecondata dal sangue di tanti eroi. E Voi, nostri cari….., Voi, che vivete nella gloria accanto a Dio, Voi, che per la grandezza del vostro valore e per la purezza della Vostra immolazione, siete i più degni a parlargli, Voi, che per la massima parte non portate nome, ma pur siete nel cuore di tutti, otteneteci la grazia che nel cielo abbiano sempre a brillare tre grandi luci e nel cuore di tutti gli italiani tre grandi amori:

Dio, Patria e Famiglia.

Amen

 


Ricordo di Santino Ghelfi

Ti ho conosciuto da ragazzo nel Ricreatorio di Pontedecimo. Ho ancora sotto gli occhi quando, con un meraviglioso costume, dirigevi la carnevalesca banda “ Rumpi e strassa “ di cui sei stato il primo maestro; ricordo la Tua stupenda voce quando cantavi in cantoria e nelle operette o spettacoli musicali che si rappresentavano nel “ RICRE “, ricordo la Tua verve comica nello Scketch “ I tre gemelli “ dove ti esibivi insieme ad una altro Alpino che Ti ha preceduto nel Paradiso di Cantore, Alfio Soffientini. Tanti altri sono i ricordi ma quello più importante è la condivisione di ideali, anche tu eri un ragazzo di Don Cabona e quindi uno del cerchio. Ti ho ritrovato come Vecio nel nostro Gruppo Alpini ed anche se la tua lunga malattia Ti ha impedito di frequentarlo, so quanto ci tenevi ad essere informato sull’andamento dello stesso e partecipavi emotivamente alla sua vita. Sono certo continuerai a farlo dal Paradiso e abbracciando i tuoi cari ti saluto Alpinamente a nome di tutto il Gruppo.

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SCOPRIAMO I NASCOSTI

L’ennesimo dono di Danilo che dedichiamo a suo padre! Serve a circoscrivere lo spazio antistante la sede, ma sarà motivo, ogni volta che lo varcheremo di ricordare l’indimenticabile Gian Bruno Tassistro. Lo stemma del gruppo che campeggia al centro del cancello, invece è opera del vecio Alberto Verri che, anche se purtroppo si è allontanato da Genova, è sempre attivo e disponibile per il gruppo oltre che collaboratore del Ns.giornalino. 
Un grazie a tutti.

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RICORDO DI FRANCO BAGNASCO 

Caro Franco, chi scrive ti conosceva da quando frequentava il Ricreatorio di Pontedecimo; infiniti sono i ricordi delle molteplici occasioni che la vitaci ha dato di condividere (montagna e amore per la natura ) lungo sarebbe descriverle, ma qui è d’obbligo parlare della tua appartenenza alpina.
Sei stato a più riprese consigliere del  gruppo ed hai ricoperto altri incarichi: probiviro, membro del comitato Padre Generoso, ecc., della collaborazione al Gavettone ( giornale di gruppo ci rimangono gli scritti, uno su tutti la rubrica sulle vie del nostro territori relative alle gesta degli Alpini dal n° 24  al n° 43, altre collaborazioni “Natura di Liguria “ pubblicata per anni su Genova Alpina ed altre pubblicazioni.
Preciso, scrupoloso, puntuale, la Tua scrittura invitava a leggerti. Il Tuo  contributo alla vita del gruppo non è mai mancato; eri un punto di riferimento  e lo sarai ancora per l’alpinità che ci lasci in eredità. I molti gagliardetti e alpini  presenti al Tuo funerale sono la prova di  quanto eri stimato e benvoluto. 
Siamo vicini ai tuoi cari, in particolare a Umberto che speriamo ti sostituisca nel gruppo e a Te, mio Maestro di Fede e di vita, chiedo di continuare, dal paradiso di Cantore, a pregare e proteggere la nostra Associazione, la sezione e particolarmente il gruppo Altavalpolcevera.

 

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ALPINI GRUPPO ALTAVALPOLCEVERA

SEZ. GENOVA

con il Patrocinio della

Sezione A.N.A di Genova

1962 - 2012 

50° ANNIVERSARIO DELLA MORTE

DI PADRE GENEROSO DA PONTEDECIMO 

Sabato 1 Dicembre 2012

Genova Pontedecimo 

CHI ERA PADRE GENEROSO

Attilio Ghiglione, Padre Generoso da Pontedecimo, ha lasciato in due diari di guerra recentemente pubblicati ed in oltre 500 foto e numerose cartine la testimonianza della sua drammatica avventura militare nella seconda guerra mondiale.Tali manoscritti riguardano le due spaventose campagne di guerra vissute in Albania/Grecia e Russia come cappellano militare e attestano l’impegno costante profuso nell’assistenza agli alpini affidatigli ( btg. Gemona / 8° rgt. Alpini / Divisione Alpina Julia ). In frangenti nei quali umanità e pietà paiono scomparse, il giovane frate cappuccino, a suo tempo giudicato “ rivedibile per debole costituzione “, mostra forze fisiche e morali inusitate, tali da permettergli di infondere coraggio e calore negli animi di uomini cui i comandi superiori chiedono l’impossibile. Parla loro di amore di Dio e della Patria, di misericordia, onore e senso del dovere, riuscendo a tenerli uniti ed a portarne in salvo diversi, quando la fine sembra ormai ineluttabile. La prematura morte sopraggiunta a neanche 50 anni d’età nel novembre 1962 testimonia proprio come egli si fosse prodigato per gli altri, al di là delle proprie energie. L’imponente partecipazione ai suoi funerali (si ricorda una numerosissima schiera di alpini friulani capeggiati dalla MOVM gen. Franco Magnani ) conferma quanto Padre Generoso avesse saputo seminare in una vita breve ma intensissima.

 

Giancarlo Militello

 

La dedica degli Alpini del B.T.G. GEMONA sulla lapide della sua sepoltura nel cimitero di Cesino.

La sua sagace operosità

impiego in efficace ministero

per il bene delle anime

in assiduo lavoro

per utile della comunità

Il suo cuore generoso aperto

fu vicino ai soldati

sul fronte Greco

nelle steppe della Russia

tra i monti della Carnia

in tempo di pace 

Fratello tra i Fratelli

ALPINO CON GLI ALPINI 

Fu appoggio sostegno a chiunque a Lui si rivolse.

GLI ALPINI DEL B.T.G. GEMONA

 

PAROLE DEL PRESIDENTE SEZIONALE 

A poco più di una anno dalla diffusione del volume “ Padre Generoso, stammi vicino…muoio “ Il trascorrere veloce del tempo ha ricordato agli Alpini del Gruppo Altavalpolcevera che alla data del 26 novembre 2012 ricorre il 50° anniversario della morte di Padre Generoso,al secolo Attilio Ghiglione. Continuando nell’impegno di onorare la memoria la sobria celebrazione di sabato 1 dicembre costituirà un’altra tappa del ricordo dovuto ad un “ Nostro “ Sacerdote che tanto da donato della propria esistenza per il bene altrui.

 

Pietro Firpo

PAROLE DEL CAPOGRUPPO

Mi è molto difficile parlare di Te perché provo ancora grande emozione. 57 anni fa il nostro primo incontro, un ragazzone ed un veterano, più grande di venti anni, e subito l’amicizia. Sei stato un Cappellano Alpino ma, soprattutto, un ministro della Chiesa che ha portato Dio nei vari campi di battaglia a distribuire amore e coraggio. Ora siamo qui a celebrare il 50° della tua partenza da questo mondo, ma sono certo che sarai ancora con noi, perché quelli come te non muoiono mai.

Ciao Padre Generoso.

 

Vincenzino Chiesa

   


 

RITORNIAMO SUL DON ANCORA UNA VOLTA 

Dedico questo scritto a tutti i “ Luigi “ (mio cugino) che non sono tornati dalla Russia. La prima tradotta diretta in Russia con gli Alpini della Cuneense parte da Mondovì il 17 luglio 1942, con tanti ragazzi delle nostre province nati tra il 1910 ed il 1922. Nuto Revelli li chiama “ gli Alpini del Don “. Ignoravano tutto del fascismo, nei tempi facili non appartenevano alla “ Gioventù del Littorio “, vivevano liberi, lontano dai grandi fatti nazionali, non avevano neanche la camicia nera, a malapena conoscevano poche frasi fatte, i miracoli di Mussolini e basta. Dalle lettere che scrivevano al di là del ribellismo e del generale disorientamento risalta l’assoluta ignoranza sui motivi della guerra. Ignoravano che nelle retrovie sovietiche la popolazione moriva di fame. Ignoravano che venti milioni di russi pagarono con la vita la follia di Hitler e Mussolini, che sei milioni di ebrei morirono nelle camere a gas e finirono nei forni crematori dei campi di sterminio nazisti. I nostri Alpini non sapevano della “ soluzione finale “, non sapevano dei campi di sterminio, non capivano cosa facessero, nelle stazioni, quelle persone con al braccio la stella di David gialla.
Con loro sparì un’intera generazione di contadini e montanari prima di rendersi conto di quanto stava succedendo intorno a loro. La Divisione Alpina Cuneense sul fronte russo aveva circa 18.000 uomini, solo 4.000 tornarono.
A 72 anni da quella tragedia vogliamo ricordarli, i vivi e i morti, erano nostri padri, zii o nonni e non vogliamo che vengano avvolti dall'oblio                                            

                                                    Vincenzino Chiesa