Il consiglio parrocchiale è il gruppo che rappresenta tutta la realtà  parrocchiale .

Il suo compito è aiutare il parroco a gestire la comunità pastorale.

È composto da persone rappresentanti dei gruppi, elette dalla comunità e nominate dal parroco.

 

chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.  Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.  Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.  Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”. (Mt. 7,24-27)

    

PROPOSTA PER LA VITA DELLA PARROCCHIA

 2010 – 2011

 

“Io sono la via, la verità e la vita”

Un altro anno si apre per il nostro cammino.

 

Il nostro, cioè della nostra comunità cristiana che si trova a Pontedecimo.

Siamo consapevoli che la nostra vita e la storia sono un lungo cammino verso una meta grande: il Regno di Dio.

Lo scorso anno abbiamo cercato di cogliere l’importanza di crescere nella vita spirituale e di mettere in luce gli strumenti per questo, aiutati anche dalla lettera pastorale del nostro Vescovo.

Quest’anno vorrei proporvi un’attenzione particolare ad uno di questi strumenti.

 

Oggi, guardando il mondo, ci troviamo di fronte a tanti chiari e scuri. Generalmente si ha una impressione negativa vedendo tanti mali legati all’egoismo umano: lo sfruttamento delle persone più deboli e in difficoltà, la tendenza ad arricchirsi a scapito degli altri e fuori dalla legalità, il ricercare il proprio interesse anche quando si è chiamati a gestire la cosa pubblica, la mancanza di rispetto delle persone e della loro vita, un mettere al centro la ricchezza e l’economia prima della persona, la mancanza di senso di servizio al bene comune nel portare avanti la propria attività, ecc……

Non mancano, nello stesso tempo, segnali positivi legati all’impegno serio di persone singole o gruppi , tante volte non appariscenti o nascoste ma comunque segni che sotto la cenere è sempre presente quel fuoco di positività che può ridare vita alla società.

Il mondo ha bisogno di persone che abbiano coscienza che il senso della vita sta nel collaborare al bene comune mettendo a servizio le proprie capacità e possibilità, disposti a giocarsi la vita per ciò che vale e può portare frutti anche per il futuro.

 

In questo abbiamo una grande responsabilità. Una grande responsabilità noi cristiani.

Una grande responsabilità perché ci diciamo discepoli di colui che ha dato la vita per ricondurci a quella libertà interiore che ci apre a vivere “non per essere serviti ma per servire.”

Dove è andata a finire quella spinta ideale che ha portato tanti a dare la vita per mantenersi fedeli al nostro maestro? Anche oggi molti manifestano la grande spinta al bene comune che viene dall’aiutarsi a vicenda ad essere fedeli al Vangelo.

Abbiamo una grande responsabilità perché non possiamo dire:”non lo sapevo”, perché la Chiesa è chiamata ad essere “strumento dell’intima unione dell’uomo con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (v. Concilio Vaticano II), perché Gesù ci ha invitato ad “amarci gli uni gli altri come lui ci ha amati” e ci ha invitati ad impegnarci fino all’amore estremo: ”amate i vostri nemici ….. come il Padre vostro che sta nei cieli”(Mt.5).

 

Credo che il mondo abbia bisogno di veri discepoli di Gesù. Non che chi non ha conosciuto Lui non possa portare un contributo positivo all’andamento del mondo, ma che quanti si dicono cristiani non possono non essere impegnati a farlo.

Leggendo le lettere degli apostoli vediamo la loro delusione quando si trovano di fronte a singoli o gruppi che non si “comportano da veri discepoli di Cristo” (v. S.Paolo).

Anche oggi nel nostro mondo rischiamo di non aver ancora maturato sufficientemente la fede, di non conoscere sufficientemente la proposta di Gesù, di avere una scarsa conoscenza o di non dare sufficiente importanza al Vangelo, di non impegnarci per una traduzione concreta di esso nella nostra vita, di non aiutarci a sufficienza per essere coerenti a quanto riconosciamo come giusto.

 

I vescovi italiani hanno sentito l’urgenza di riflettere seriamente sul problema educativo e ci invitano ad un impegno in questa direzione per questi prossimi 10 anni. Educare è tirar fuori il meglio che c’è in ogni persona o gruppo di persone. Il meglio sono quei valori che ci sono ricordati nel Vangelo.

  

Ecco allora la proposta per quest’anno:

  

mettersi insieme in ascolto del MAESTRO

conoscendo di più il VANGELO e aiutandoci a tradurlo nella vita

 

dalla 1° lettera di S.Giovanni 1,1-7

Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2 (poiché la vita si è fatta visibile, noi l’abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), 3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.

 Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. 6 Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. 7 Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

  

dal Vangelo di Luca 1,1-4

Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, 2 come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, 3 così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, 4 perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

  

Dalla 2° lettera a Timoteo 1,12-14

so infatti a chi ho creduto e son convinto che egli è capace di conservare il mio deposito fino a quel giorno. 13 Prendi come modello le sane parole che hai udito da me, con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù. 14 Custodisci il buon deposito con l’aiuto dello Spirito santo che abita in noi.

 

Dalla 2° lettera a Timoteo 2,1-2

Tu dunque, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù 2 e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri.

 

Dalla 2° lettera a Timoteo 3,14-16

Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l’hai appreso 15 e che fin dall’infanzia conosci le sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. 16 Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

 

  

 

Dalla Novo Millennio Ineunte

Lettera apostolica di papa Giovanni Paolo IIal termine del giubileo

 

III. RIPARTIRE DA CRISTO

« Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo » (Mt 28,20). Questa certezza, carissimi Fratelli e Sorelle, ha accompagnato la Chiesa per due millenni, ed è stata ora ravvivata nei nostri cuori dalla celebrazione del Giubileo. Da essa dobbiamo attingere un rinnovato slancio nella vita cristiana, facendone anzi la forza ispiratrice del nostro cammino. È nella consapevolezza di questa presenza tra noi del Risorto che ci poniamo oggi la domanda rivolta a Pietro a Gerusalemme, subito dopo il suo discorso di Pentecoste: « Che cosa dobbiamo fare? » (At 2,37).

Ci interroghiamo con fiducioso ottimismo, pur senza sottovalutare i problemi. Non ci seduce certo la prospettiva ingenua che, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, possa esserci una formula magica. No, non una formula ci salverà, ma una Persona, e la certezza che essa ci infonde: Io sono con voi!

 Stiamo entrando in un millennio che si prefigura caratterizzato da un profondo intreccio di culture e religioni anche nei Paesi di antica cristianizzazione. In molte regioni i cristiani sono, o stanno diventando, un « piccolo gregge» (Lc 12,32). Ciò li pone di fronte alla sfida di testimoniare con maggior forza, spesso in condizione di solitudine e di difficoltà, gli aspetti specifici della propria identità.

è necessario che l'ascolto della Parola diventi un incontro vitale, nell'antica e sempre valida tradizione della lectio divina, che fa cogliere nel testo biblico la parola viva che interpella, orienta, plasma l'esistenza.

Annuncio della Parola

 Nutrirci della Parola, per essere « servi della Parola » nell'impegno dell'evangelizzazione: questa è sicuramente una priorità per la Chiesa all'inizio del nuovo millennio. È ormai tramontata, anche nei Paesi di antica evangelizzazione, la situazione di una «società cristiana», che, pur tra le tante debolezze che sempre segnano l'umano, si rifaceva esplicitamente ai valori evangelici. Oggi si deve affrontare con coraggio una situazione che si fa sempre più varia e impegnativa, nel contesto della globalizzazione e del nuovo e mutevole intreccio di popoli e culture che la caratterizza.

 

 Dalla lettera pastorale 2009-2010

del Card. Angelo Bagnasco

“Camminare nelle vie dello Spirito” 

 

Accostare ogni giorno un brano evangelico richiede un po’ di fede e di buona volontà. È come esporsialla luce per diventare luminosi, è nutrire l’anima, è mettersi alla scuola di Gesù, il Figlio eterno di Dio. Attraverso le mani invisibili dello Spirito Santo, la Parola modella il nostro spirito e gli imprime i sentimenti di Cristo. Il Vangelo,  frequentato” ogni giorno, diventerà la nostra casa accogliente anche se esso è impegnativo perché mette a nudo l’anima. Lasciamoci incoraggiare dalle parole del salmo: «Sono più saggio di tutti i miei maestri perché medito i tuoi insegnamenti. Ho più senno degli anziani perché osservo i tuoi precetti».

 

   

il Vangelo è sempre nuovo in quanto le nuove circostanze della vita portano a nuove comprensioni del suo messaggio

 

il Vangelo è impegnativo e rischiamo di anacquarlo per comodità, impegnandoci insieme è più facile metterlo in pratica.

 

Il Vangelo è la parola dei discepoli che ci fanno conoscere il Maestro e la sua parola

Con il Vangelo Gesù ci invita a seguirlo: “vieni e seguimi”

Con il Vangelo ci invita ad: ascoltare – capire – mettere in pratica

Gesù parla “perché la vostra gioia sia piena”

 

la bussola della nostra vita: il VANGELO

la buona notizia: Dio ama  “Dio ha tanto amato il mondo da dare il   suo figlio”

la Parola si fa carne

parola di Gesù = parola di libertà

Gesù in croce in quanto propugnatore della libertà nell’amore

La Risurrezione forza e speranza

 

Facciamo diventare pane quotidiano il Vangelo:

-introduzione generale e spiegazione delle parti in incontri programmati per tutti ma in particolare per i chiamati ad essere animatori di gruppi

- in tutti i gruppi e riunioni rilettura del Vangelo della domenica e riflessione comune:  quanto ascoltato a Messa spesso viene dimenticato, se ci ritorniamo in settimana può essere assimilato

-avviarci ad una lettura quotidiana personale di una pagina di Vangelo

 

Al centro la domenica:

-costituzione di gruppi che rileggano il Vangelo della domenica

-dovunque al centro il Vangelo della domenica

- formazione di animatori di gruppi del Vangelo che si vedono periodicamente per avere chiarimenti ed orientamenti

 

  

La proposta vuol essere una proposta semplice che imposti qualcosa che poi duri in seguito senza aggiungere nulla a quello che è attività quotidiana, senza pesare ulteriormente con nuovi impegni

Ma orientata a dare senso, luce e forza a quanto viviamo nella nostra vita concreta di ogni giorno

Quello che dobbiamo raggiungere non è divenire esperti biblici o teologi ma far sì che il Vangelo di Gesù diventi parte di noi stessi, entri nel nostro DNA perché la nostra vita si manifesti in tutta la ricchezza della grazia di Cristo e contribuisca al bene del mondo per il Regno di Dio.

 

 

 

FILONI

Educazione    per rimanere in cammino con la Chiesa italiana e diocesana: in SOC lettura e riflessione del documento CEI su “educazione” con tutti gli educatori

Liturgia   cura perché la Messa della domenica sia veramente significativa per la vita quotidiana

Catechismo  ampio spazio al Vangelo; incontri con i genitori per aiutarli a conoscere e apprezzare il Vangelo

AC  proseguire nella rivalutazione del senso dell’associazione 

Carità   sia risposta comunitaria all’invito di Gesù a vivere l’Amore

Famiglia  la domenica a pranzo lettura di una frase del Vangelo del giorno

Spiritualità  mettere nella regola di vita la lettura continua  giornaliera di un Vangelo

Ospedale  portare il Vangelo della domenica con 2 righe

Collaborazione altre parrocchie  cominceremo a sentire la necessità di una maggior collaborazione con le altre parrocchie del vicariato

Servizi per i ragazzi curare che tutti i nostri servizi siano ispirati e illuminati dal Vangelo

 Attualità  essere sempre aperti a tutti

 

 

Nei vari periodi ci lasceremo guidare dalla relativa liturgia e dai brani evangelici corrispondenti

1° periodo:      3/10 – 27/11  parola dei testimoni; incontro con chi ha partecipato al corso biblico + altri per spiegazione e avvio incontri Vangelo; avvio incontri sul documento CEI; assestamento ACR e AC

 2° periodo       28/11 – 6/1  riferimenti al AT – la Parola si fa carne –le introduzioni

 3° periodo       7/1 – 8/3   invito e stile della sequela

 4° periodo       9/3 – 23/4   redenzione - liberazione

 5° periodo       24/4 – 11/6  sempre con noi

 6° periodo       12/6 - ….     Illuminati dallo Spirito