La voce del Parroco 13 marzo 2016

 

Riflessione iniziale

 

Siamo quasi giunti alla Pasqua. Disponiamoci a vivere secondo i desideri del Signore, lasciamoci guidare dal lui e chiediamo perdono per tutte le volte che ci discostiamo dalla strada che egli ci ha indicato.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

“Gesù si alzò e disse: «Donna dove sono [coloro che ti volevano lapidare]? Nessuno ti ha condannata?» Ed ella rispose: «Nessuno, Signore»”. E Gesù disse: «Neanche io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più»”.

 

Omelia

 

L’episodio che propone Giovanni rappresenta una delle tante manifestazioni della misericordia di Gesù e, tramite lui, della misericordia del Padre celeste.

 

La legge non lascia spazio a interpretazioni: le donne adultere devono essere lapidate. Gesù, però, non è venuto per condannarci, ma per cambiare la nostra vita dandoci la possibilità di scegliere la via della giustizia e del nostro bene e dei nostri fratelli. Per questo egli blocca la mano degli accusatori e tende la sua alla donna, umiliata e disprezzata, dandole la possibilità di rinascere a nuova vita. Gesù è il “salvatore” e salva la donna non solo fisicamente, le apre il cuore perché ella possa recuperare se stessa. Gesù ci crede, ha fiducia in lei e la stimola ad avere un comportamento più corretto.

 

Dentro il racconto si cela l’opera salvifica di Gesù anche nei confronti degli accusatori: le sue parole costringono quegli uomini a ripensare ciascuno alla propria vita, a fare un esame di coscienza profondo, in modo che anche essi possano correggere la loro condotta. Allo stesso modo, guardiamo dentro noi stessi e chiediamoci se siamo senza peccato quando eventualmente ci permettiamo di giudicare gli altri. Gesù, con il suo esempio, ci insegna ad avere sempre un atteggiamento di amore nei confronti di coloro che sbagliano.

 

San Paolo ha fatto l’esperienza di un cambiamento radicale della proprio pensiero e della propria condotta; catturato da colui che voleva catturare, conquistato dalle sue parole, diventa paladino di Gesù e incita gli altri a seguirne gli insegnamenti: “Ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura”. E noi, cosa consideriamo veramente importante per la nostra vita, cosa ci orienta, che posto occupa Gesù nel nostro modo di pensare e nelle nostre scelte?

 

Siamo tutti in cammino con Paolo che dice di non aver ancora raggiunto la meta: se ci consideriamo arrivati e quindi fermi, sbagliamo; se ci confrontiamo con gli altri pensando di essere nel giusto, sbagliamo. Non dobbiamo stancarci di rincorrere la meta perché alla fine ci sarà “il premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù”. La Quaresima è il tempo in cui verificare se ci stiamo muovendo nel verso giusto, se siamo disposti a farci rinnovare radicalmente, salvati dalla parola di Gesù, dal suo insegnamento, dalla sua presenza in ogni frangente della nostra vita.

 

Chiediamo a Gesù il dono del suo Spirito affinché, in questo Anno Santo della Misericordia, sappiamo intraprendere un sincero cammino di conversione a livello personale, familiare e sociale.