La voce del Parroco 28 febbraio 2016

 

Riflessione iniziale

 

In questo cammino di Quaresima, sotto lo sguardo amorevole e misericordioso del Signore, impegniamoci a smuovere le nostre coscienze. Chiediamo perdono se spesso approfittiamo della sua grande pazienza.

 

Dal Vangelo secondo Luca

 

“«Sono tre anni che vengo a cercare frutti, ma non ne trovo. Taglialo dunque!» […] «Padrone, lascialo ancora quest’anno, finchè gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai»”.

 

Omelia

 

Coloro che riportano a Gesù alcuni fatti tragici accaduti in quel tempo, pensando che le vittime meritino la punizione, ricevono una risposta che stravolge il loro criterio di valutazione: “«Credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo»”. Anche noi, spesso, mettiamo in relazione un evento tragico con un castigo divino cadendo nello stesso errore degli interlocutori di Gesù. Ciò che accade non è dovuto ad un atteggiamento punitivo di Dio, bensì è frutto di un comportamento egoistico e negativo che porta l’uomo ed il mondo alla rovina. Se non cambiamo rotta in questo mondo, ci distruggeremo con le nostre mani. Cerchiamo quindi di correggere il nostro atteggiamento, con un’attenta e positiva presa di coscienza, operando un vero rinnovamento della nostra vita, a partire dalla Chiesa.

 

L’apostolo Paolo ci dice che i fatti narrati nell’Esodo valgono anche per noi oggi: quel popolo che attraversò il deserto ed il mare, per raggiungere la libertà e la salvezza, aveva ricevuto grandi benefici dal Signore; ma la maggior parte di quel popolo si comportò male, “non fu gradita a Dio e perciò fu sterminata nel deserto. Ciò avvenne come esempio per noi”. Allora come possiamo salvarci?

La parabola che Gesù fa seguire alla minaccia introduce il tema della misericordia e manifesta la grande pazienza di Dio nei nostri confronti: come il buon vignaiolo è disposto a fare ancora un tentativo per salvare l’albero, così il Signore tenta in tutti i modi di condurci alla conversione e non smette mai di operare per il rinnovamento, sì che portiamo buoni frutti nel mondo.

 

Papa Francesco richiama ognuno di noi, confidando nella grande pazienza e misericordia del Signore, ad assumerci la propria parte di responsabilità nella costruzione del regno di Dio.

 

In questo tempo quaresimale, riconosciamo le nostre fragilità e le nostre mancanze e chiediamo al Signore di saper cogliere i segni della sua pazienza, che offre a tutti il dono della salvezza, per un vero cammino di fede, di speranza e di carità.