Gita alla Croce di Garzo
Ritorniamo ancora a Pietralavezzara per una gita più impegnativa rispetto alle precedenti, sia per la discreta ripidità del sentiero che per la scarsa frequentazione del medesimo che ne determina una certa incuria; la meta poi è poco nota: si tratta di una grande ma semplice croce di legno, priva di qualsiasi iscrizione, denominata “Croce di Garzo” che si eleva su un panoramicissimo ripiano roccioso poco distante dal Passo della Bocchetta e sovrastante l’abitato di Paveto. Il significato del nome, il motivo e l’epoca della realizzazione del manufatto ci sono sconosciuti: sarebbe interessante se qualcuno sapesse fornire informazioni in merito.
Il percorso pedonale, che coincide parzialmente con quello segnalato a suo tempo dal Gruppo Scarponi di Pontedecimo con un segnavia rosso a forma di “T” che purtroppo risulta ormai difficilmente individuabile, parte dalla Chiesa di Pietralavezzara; dopo un centinaio di metri a monte della Parrocchiale si prende a destra la rotabile che porta a Paveto, transitando ben presto davanti alla ex cava di marmo; dopo poco si prende una diramazione sterrata a sinistra che sale verso le poche case coloniche della località Quateisa ma, prima di giungere ad esse, si prende ancora un’altra stradetta a destra che sale verso una grande casa disabitata circondata da alberi maestosi.
Aggirata la costruzione la strada sterrata piega a levante (lasciare a sinistra una diramazione con catena) e inizia ben presto a salire nel bosco di castagni diventando poi un sentiero che in passato era frequentato dagli appassionati di mountain bike, come testimoniano alcuni “ostacoli” di legno sul terreno. In corrispondenza dei bivi, tenere a sinistra costeggiando all’incirca il margine di levante della valletta della ex cava. Salendo ripidamente il sentiero entra nel bosco di conifere, si fa poi meno arduo sino a sbucare, dopo circa quarantacinque minuti dalla partenza, sull’Alta Via dei Monti Liguri poco a levante del Passo della Bocchetta; voltiamo ora a destra (levante) e dopo poche decine di metri l’asciamo l’Alta Via per prendere a destra in discesa una sterrata che, transitando
presso un boschetto di conifere porta in circa dieci minuti ad un bivio: si va a sinistra e ci si trova sull’ampio pianoro su cui si eleva la Croce; il panorama è particolarmente esteso sui vari rilievi della Val Polcevera ed oltre, con in primo piano la Valle del Riccò.
Per il ritorno, ripercorriamo il cammino dell’andata sino all’incrocio tra l’A.V. e il ripido sentiero che sale da Quateisa a sinistra: qui possiamo decidere di proseguire per la via da cui siamo arrivati o scegliere tra altre due alternative. La prima è costituita dalla pista dell’oleodotto, che parte pochi metri a levante del bivio e scende ripida e ampia, intervallata da qualche tratto in falsopiano: in circa venti minuti, tagliando il bosco di castagni delle Battagge ben noto ai cercatori di funghi, si arriva sulla sterrata rotabile che collega Paveto con Pietralavezzara: seguendola verso destra (ponente) si arriva in una decina di minuti alla ex cava e quindi rapidamente alla Chiesa.
La seconda alternativa consiste nel seguire l’A.V. per pochi minuti fino al Passo della Bocchetta e poi scendere lungo la strada asfaltata, in circa tre quarti d’ora, sino a Pietralavezzara; poco sotto il Passo si transita presso la Cappellina dedicata a Nostra Signora della Guardia, inaugurata nel 1894.
Come si è visto la gita richiede almeno un’ora di cammino all’andata e circa altrettanto al ritorno; per chi volesse evitare i circa 250 m di dislivello è ovviamente possibile recarsi in auto al Passo della Bocchetta e in circa venti minuti, seguendo le indicazioni sopra fornite, raggiungere la piacevolissima meta.