Gita alla Cappelletta di Rocca Maia

Tra le diverse tipologie di costruzioni sacre sin qui raggiunte dai nostri itinerari, andiamo ad aggiungere adesso quella delle “Cappellette ricovero”: si tratta di edifici che uniscono alla rappresentazione di una immagine sacra un locale di riparo per i pellegrini in transito verso un Santuario.

Ovviamente nel nostro territorio queste Cappellette sono legate al Santuario più celebre, quello di Nostra Signora della Guardia; tra esse ricordiamo quella di Fossa Lupara (Foxa Luea) presso Scarpino, utilizzata dai pellegrini provenienti da Murta, Borzoli, Sestri e dalle altre località verso il mare; quella detta “della Salve Regina” o “dell’aegua” sul sentiero che sale da Sareto e quindi destinata ai devoti provenienti da Pontedecimo, Ceranesi, Campomorone e le altre zone dell’alta Val Polcevera; quella di Rocca Maia per i fedeli in partenza dalle Capanne di Marcarolo e dalle altre località del Basso Piemonte.

La passeggiata qui descritta è un percorso ad anello che ha per meta la Cappelletta di Rocca Maia nel territorio di Torbi in Comune di Ceranesi; il punto di partenza, raggiungibile in auto o con il bus extraurbano, si trova sulla strada Gazzolo – Lencisa, circa due chilometri oltre la Chiesa di Torbi, in corrispondenza della diramazione a destra della strada denominata “Via Cà di Bruzzi”. Si imbocca questa strada, inizialmente asfaltata, che si dirige verso Nord transitando presso le case “Bruzzi” e dopo qualche centinaio di metri, divenuta sterrata, piega attorno al fianco del Monte di Torbi per puntare a Sud – Ovest; ancora un chilometro circa nel bosco e si arriva, dopo poco più di mezz’ora dalla partenza, ad un colletto su cui si incrocia il sentiero tra Lencisa e Praglia: lì sorge l’ampia costruzione dedicata a N.S. della Guardia.

Attorno, sul lato Sud, un ampio prato con bella visuale sulla Val Varenna con S.Carlo di Cese e le sue frazioni in primo piano; sul lato Nord, boschetti con tavoli e panche ove il 2 Giugno viene servito il “minestrone dei fienatori” nell’ambito di una simpatica sagra campestre; sempre a Nord, poco distante e un po’ nascosto dalle piante, si erge il cucuzzolo della Rocca Maia, la cui parete Nord era un tempo frequentata palestra roccia .

Per il ritorno si segue verso Sud - Est il sentiero Lencisa – Praglia, contrassegnato con un triangolo rosso dalla FIE, in direzione di Lencisa; il percorso si sviluppa dapprima in piano sul lato della Val Varenna poi passa per un intaglio tra le due cime del Monte di Torbi e scende, un po’ dissestato, alla località Lencisa, dopo mezz’ora di cammino; di qui si ritorna al punto di partenza percorrendo in discesa verso Nord la strada asfaltata Gazzolo – Guardia per circa un chilometro (quindici minuti).

Volendo allungare la passeggiata, (che come si è visto richiede meno di un’ora e mezzo di cammino effettivo con un dislivello in salita di 200 metri), suggeriamo di percorrere, partendo dalla Cappellette di Rocca Maia verso Ovest, il sentiero FIE “triangolo rosso” che, salendo tra boschetti e radure, in altri tre quarti d’ora di marcia e 200 m di dislivello porta ad incontrare alla Colla del Proratado, la sterrata tra Praglia e il Monte Penello, e da qui, in una decina di minuti, salire sul soprastante panoramico Monte Proratado. Si ritorna a Rocca Maia ripercorrendo il sentiero dell’andata.